Visualizzazione post con etichetta Poesie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Poesie. Mostra tutti i post

martedì 10 luglio 2012

Potremmo anche arrivare a dare disdetta al servizio sanitario!





Eh si, potremmo arrivare anche a questo, perchè una farmacia su 4 sta fallendo.

Un'altra giornata di fuoco sul fronte della spending review e sulle scelte del governo. Centinaia di farmacisti sono scesi in piazza, a Montecitorio, 'armati' di fischietti e trombette, camici bianchi per avvertire che "una farmacia su quattro sta fallendo". Sono contro le misure sulla spesa farmaceutica contenute nel decreto spending review. Questa mattina il Consiglio di presidenza di Federfarma ha dichiarato che le proteste continueranno fino alla disdetta della convenzione con il Sistema Sanitario. E a fine giornata l'assemblea nazionale ha decretato la serrata per il 26 luglio. "I tagli previsti sono insopportabili - ha detto il presidente dell'associazione di categoria, Annarosa Racca - e vanno al di là della possibilità che ha una farmacia del servizio sanitario nazionale di rimanere aperta. Di più. Presto diventerà impossibile garantire il servizio notturno delle farmacie nei comuni, oltre ai servizi oggi gratuiti per i cittadini".

"Non si possono fare continuamente provvedimenti sulle farmacie. Ci saranno azioni, a partire dal sit-in di oggi in piazza Montecitorio, fino, se servirà, alla disdetta della convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale", ha continuato Racca, sottolineando che "i tagli previsti dal decreto, 40 mila euro a farmacia circa, è il costo per un dipendente". "Poi - ha aggiunto - calcolate l'abbassamento del tetto della spesa farmaceutica dal 13,3% all'11,5%. Che vuol dire? Che a ottobre finiranno i soldi. E poi che si farà?

Da La Repubblica

giovedì 3 giugno 2010

Orlo di donna




ORLO

La donna è infine perfetta.

Il suo corpo

Morto porta il sorriso del compimento

L’illusione di una greca necessità

Fluisce, nelle pieghe della sua toga,

I suoi piedi

Nudi sembrano dire:

Abbiamo camminato tanto, è finita.

Ogni bimbo morto, riavvolto, bianco serpente

Uno ad ogni piccola

Brocca di latte, ora vuota

Li ha piegati

Di nuovo nel corpo di lei come petali

Di una rosa si chiudono quando il giardino

S’intorpidisce e odori sanguinano

Dalle dolci, profonde gole del fiore notturno.

La luna non ha nulla di cui essere triste,

fissando dal suo cappuccio di osso

è abituata a questo tipo di cose.

Le sue macchie nere crepitano e tirano.

( Sylvia Plath)